mercoledì, 10 agosto 2005,agosto 10, 2005 11:57
CORSICA ASPETTAMI!!!! STO ARRIVANDOOOOOOO!!!!!
author: Namyra
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venerdì, 05 agosto 2005,agosto 05, 2005 12:25

Mmm.... Quanto mi piacerebbe tornare piccola certe volte!

Non so perchè, ma mi è appena tornata alla mente quell'estate magica che passai a Carpino da mia zia Graziella. Quell'estate nel sole, nella terra, nell'ombra delle viuzze in salita  tra casette di montagna affollate e abbracciate strette, che se avessero potuto parlare mi avrebbero raccontato di sicuro tutta la storia di quel paesello sperduto del Gargano.

Avevo circa sette anni. Di quell'estate diversa ricordo la mozzarella di bufala di cui mia zia mi rimpinzava a ogni piè sospinto, le sue orecchiette fatte a mano, callose, tanto ben fatte nella loro artigianale imprecisione, che ti dispiaceva anche mangiarle.

Mi ricordo la barca vecchia e scassata con cui mio zio sfidava il lago di Varano nei suoi anni migliori, parcheggiata dentro casa, subito dietro il portoncino di legno irregolare e pesantissimo; la frescura e il sollievo di rientrare tra quelle mura antiche e possenti dopo una giornata intera passata a scorrazzare intrepidamente per tutto il paese; il corridoio all'ingresso, prima della scalinata, ricavato nella roccia, che emanava un odore tutto speciale di umido, l'odore di casa di mia zia.

E le vecchine con i fazzoletti neri in testa, con i capelli candidi, che a dire il vero di colorato per quanto riguarda il resto dell'abbigliamento, non avevano nulla. Sempre a sgranare folcloristici rosari sull'uscio, sempre a bisticciare con bambini casinisti che spaccavano con i palloni le porte finestre delle loro case a pianterreno. Quelle case di cui a volte ti chiedevi come si facesse a entrare e uscirne, così in equilibrio precario com'erano, tra uno scalino e l'altro di quel labirinto infinito di pezzi di pietra sconnessi che loro chiamano scale.

Mi ricordo che una volta mia zia si incazzò tantissimo perchè, in mancanza di un divertimento migliore, le srotolai tutti i fili del set per cucire sul balcone e quelli finirono tutti giù, sul balcone della vicina, dove il vento e il gatto della signora completarono l'opera, ingarbugliando tutto in un pasticcio di ferro battuto e cotone impossibile da districare.

Fu l'unica volta che si arrabbiò sul serio. Per il resto, in quel mese di Luglio, si prese cura di me premurosamente e fu sempre dolce e disponibile. Mi ricordo che passavamo i pomeriggi a parlare degli antenati, con lei che rispolverava foto vecchie cinquant'anni o più raccontandomi le vicende di famiglia , oppure andavamo al mercato, o a trovare mio zio Peppino al bar in piazza, dove passava il pomeriggio a fumare e giocare a carte con i suoi compari.

Storie del Sud, storie di fichi d'India e di terra bruciata.

author: Namyra
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giovedì, 04 agosto 2005,agosto 04, 2005 13:32

Ore 13.14: tra un po' dovrò trovarmi dal dentista. Prima dovrei anche mangiare qualcosina però. Ma non ho voglia di andare a ordinare al cinese. E se è per questo, non ho voglia di andare dal dentista e non ho voglia di tornare a casa e non ho voglia che domani Luca parta.

Provo a guardarmi dall'esterno e lo so di essere troppo attaccata a Luca. Ormai lo sono tanto che quasi tutto il resto, tutto ciò che non comprende anche lui, sta uscendo piano dalla mia vita.

Mi sono anche accorta di recente, e non so neppure come sia successo, che mi sono davvero disinnamorata di Ale, che davvero non ho più rimpianto e davvero non provo più malinconia, ne' nostalgia di quello che io e Ale eravamo insieme. Non mi commuovo più ad ascoltare Don't cry , ne' I will always love you dei Cure, non mi fanno più nemmeno piangere le nostre foto di New York sull' Empire State, ne' quelle di Francavilla. Mi sono allontanata, il tempo ha fatto il suo dovere: Ale è uscito dal mito.

La questione è che, semplicemente, non ho più bisogno di dover andare in cima ad un grattacielo per provare quella sensazione di infinito, di comunione con il tutto, di potenza, di nullità. Con lui adesso mi sento così sempre. Nessun evento eccezionale, solo PURA VITA. Per la prima volta.

Però a volte mi vien da chiedermi, ora che ci sono dentro, cosa sarebbe di me se lo perdessi... Mi accorgo della mia vulnerabilità, del rischio che corro.

Non ha senso pensarci. D'altra parte, qualcuno ha detto che è una follia amare se non si ama alla follia. E sono sempre stata s'accordo. Ora ancora di più.

author: Namyra
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mercoledì, 03 agosto 2005,agosto 03, 2005 11:40

Credo che alle volte abbia ragione Raniero quando dice che sono una ragazza confusa...

All'inizio gli davo contro e mi dicevo che nessuna descrizione di me era mai stata più sbagliata chiedendomi da cosa deducesse una cosa così... Adesso mi rendo conto che non ha affatto tutti i torti.

Sono suscettibile alle prime sensazioni del risveglio. In base a quelle sogno ogni giorno scenari futuri diversi. Un giorno mi sveglio con la grinta di un tornado e mi immagino già rampante e in carriera, per le strade di New York, l'altra mia città adorata, in giro per Soho nei più bei studi di design, a proporre le mie creazioni e a fare counseling di stile; un giorno ho la voglia di vivere e la verve di un bradipo morto e tutto ciò che desidero è di fare la topolina da biblioteca in uno sperduto paesello toscano. 

Fra questi due estremi un marasma incontrollato e indefinito che mi snerva sempre più.

Forse sono anemica.

author: Namyra
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lunedì, 01 agosto 2005,agosto 01, 2005 14:03

Probabilmente tutti i miei stati paranoici di quest'ultimo periodo dovrebbero essere collegati dalla sottoscritta per ricavarne un quadro sintetico che la illumini. Cosa che la sottoscritta ha evitato accuratamente di fare per un po'.

Quando la sottoscritta evita di unire i puntini che gli eventi e sensazioni di tutti i giorni costituiscono, vuol dire che ha paura di farlo.

In effetti per avere paura, un po' ne l'ho. Ma, per fortuna, sono un tipo di persona che, per quanto lentamente, alla fine riesce a guardare in faccia la realtà e agire di conseguenza. Forse ancora non mi muovo perchè nn ho ancora la certezza dei miei stessi sentimenti.

Vorrà dire che li lascerò maturare ancora un po'. Giusto il tempo delle vacanze.

E poi un giorno mi sveglierò e inizierò la rivoluzione.

Non voglio più vivere in questa città, mi ha stufato. Non credevo che sarebbe mai accaduto, ma sta accadendo, inizio a sognare una realtà un po' più a mia misura. Dove riuscire a muovermi agevolmente e ritagliarmi uno spazio davvero personalizzato. Forse mi sto facendo fregare dall'illusione di mille amicizie, mille luoghi, mille luci, mille opportunità. Forse però il bagliore è tale che mi sta accecando.

author: Namyra
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