venerdì, 30 giugno 2006,giugno 30, 2006 00:22

"Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che tu ci metta un'ora e mezza per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che si forma sul tuo naso quando mi guardi come se fossi matto. Adoro il fatto che, dopo aver passato l'intera giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che tu sia l'ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte.
Non è che mi senta solo, e non c'entra il fatto che sia capodanno. Sono venuto qui, stasera, perchè quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita cominci il prima possibile."

HARRY TI PRESENTO SALLY

Quante lacrime versate su questo film! Ogni volta che lo guardo non ho scampo. Ormai conosco le battute a memoria, ma non so smettere di commuovermi. Sarà che il loro amore ha il fascino irresistibile che ha l'amore quando scocca tra persone caratterialmente agli antipodi, o forse sarà la mia adorata New York sullo sfondo. Oppure la faccia di cazzo di Billy Cristal. Quello che so è che questo film per me è unico. Sarà pure un polpettone, sarà pure scontato, ma per me resta magico.

Ma, secondo voi, cos'è che fa piangere davanti a un film? 

author: Namyra
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mercoledì, 28 giugno 2006,giugno 28, 2006 11:46

Perchè mi fa incazzare così tanto che lui non mi chieda neppure di vederci questa settimana e esca con eleganza dall'empasse chiedendomi direttamente se venerdì guardiamo la partita insieme?

Volevo rispondergli di guardarsela con sua madre e sua sorella, ma poi mi sono trattenuta... Non voglio dargli la soddisfazione di sentirmi incazzata.

Tanto la serata si sarebbe risolta sul divano a guardare un film. E ultimamante glieli casso sempre: Star Wars, Alien, Il Signore degli Anelli e famiglia non li digerisco proprio.

E' che mi chiedo se non stiamo diventando entusiasmanti quanto una coppia di tartarughe di terra. E forse la risposta è sì.

Sì, però sono sicura che ieri sera ha capito che sono abbastanza in crisi, ha sentito come piangevo al telefono: una disperata sull'orlo di una crisi di nervi. E' vero, le temperature di questi giorni hanno la loro parte di colpa nei miei scleri ma, fondamentalmente, se mi sento così è perchè ne ho abbastanza di questa città e dello stile di vita amorfo che a volte quasi ti costringe a condurre.

Da un paio d'anni a questa parte faccio i salti di gioia quando so che mi preparo a tornare a casa mia nel mio paese in Puglia. E questo qualcosa vorrà pur dire. Certo, quando sono in stazione centrale, pronta per prendere il treno, scoppio sempre in lacrime, perchè davvero mi sembra che mi stacchino un braccio quando lui si allontana da me, fosse anche solo per dieci giorni. Però purtroppo questo è l'unico motivo di dispiacere. A casa mia mi diverto molto di più: vedo tante persone, ho una vita sociale ricchissima, fatta di cenette tra amici ad ogni piè sospinto, concerti all'aperto, giornate al mare o in giro a fare shopping, serate ballerine nei locali...

Forse non voglio ammetterlo, ma il mio tempo a Milano è scaduto. Io ci metto sempre troppo ad accorgermi delle cose più palesi.

Ciò che mi affligge è che so con certezza che Luca ama Milano, è la sua città e non la lascerebbe per nulla al mondo. Soprattutto, non riuscirebbe a lasciare la sua famiglia.

E io non so che fare. Lo amo davvero e non riesco a immaginare che lui non faccia parte della mia vita.

Nonostante questo, so che non posso permettermi ancora una volta di reprimere i miei desideri più profondi, di perseverare in una situazione che mi rende tendenzialmente apatica. Tradirei me stessa. E questo alla fine rovinerenne anche ciò che di bello c'è fra noi due. Lo so per certo, già visto.

La cosa sinceramente un po' frustrante è il fatto di sapere che lui non può capirmi in questo. Lui non capisce la mia smania di andare oltre le mura di questa città di plastica, non capisce il mio bisogno di "salsedine", non capisce la mia passione per il viaggio, per la scoperta.

Per lui va benissimo così.

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martedì, 27 giugno 2006,giugno 27, 2006 15:31

Voglio andare via. Voglio prendere un treno verso sud e andare via per sempre. Senza rimpianti, senza ricordi, con solo il mare davanti. Il mare e il suo potere di rendere ogni cosa magica. Voglio cancellare tutto e ripartire da capo. Non voglio tram, metropolitane, grigiosità, serate inutili al chiuso di un pub inutile. Voglio solo riprendermi me stessa, voglio urlare, voglio correre in bici sull'adriatica, voglio sentire la salsedine sulla pelle, voglio guardare il sole attraverso il filtro dei miei capelli biondi, sentire profumo ammaliante di crema al cocco, tornare a casa e trovare mio padre che cucina il pesce, truccarmi la sera davanti allo specchio per andare a ballare sulla spiaggia. Voglio urlare. Voglio vivere. Voglio sapere perchè sto piangendo.

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venerdì, 23 giugno 2006,giugno 23, 2006 14:41

Qualche settimana fa. Eravamo a letto e si parlava. Era una di quelle rarissime occasioni in cui abbiamo talmente fame l'uno dell'altro da non riuscire a non farlo di continuo, dalla mattina alla sera. Sfortunatamente o fortunatamente, capita di rado che sia  così. Ma davvero, forse in fondo è un bene. Altrimenti non credo lo apprezzerei, o comunque le emozioni non sarebbero di certo altrettanto forti. Non sono una persona che riesce a trattare il sesso come l'appuntamento con la doccia.

Gli ho detto che avevo guardato dei siti porno ultimamente, così, per morbosità del momento. Mi ha risposto che lo sapeva già, nonostante mi fossi così affannata a cancellare la cronologia. "Però ti sei dimenticata di disabilitare il completamento automatico delle ricerche per iniziali da Google...". E mi ha sorriso. Come sorridi a una bambina biricchina. Con quella tenerezza che non riesci a trattenere.

 Mi è venuto da ridere. Mi sono anche vergognata tanto. Alla fine però, non so spiegare esattamente come mai, commossa.

O forse so spiegarlo.

Non so... Io al posto suo, ci sarei rimasta male. Avrei pensato che lui, volutamente, mi avesse nascosto qualcosa. Mi sarei offesa tremendamente. Forse sarei anche diventata sospettosa. 

Invece lui non ha fatto nulla di tutto ciò. E' esattamente questo che mi ha commosso. Mi ha compreso. Ed è stato umile.

Queste cose mi rimangono impresse in modo indelebile, non c'è niente da fare. Mi fanno sentire davvero piccola.

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martedì, 20 giugno 2006,giugno 20, 2006 14:34

Parliamone perchè mangiare all'eritreo, nel caso si decida di andare a cena in un noto ristorante chiamato Warsà situato in una traversa di Porta Venezia, comporta la soddisfacente cattura dei ben noti gemelli siamesi "due piccioni con una fava".

Non solo infatti ci si può deliziare il palato con  sensuali piatti a base di pane eritreo, carne succulenta e verdure speziatissime e multicolori, ma, se sarete fortunati, potrete anche essere serviti da un cameriere svedese di origine eritrea che posso assicurarvi da solo valere il conto a fine serata... 

Se questa opzione dovesse avverarsi però, vi suggerisco di non inaffiare le delizie che vi verranno servite, con quantità eccessive di vino rosso. Io, l'ultima volta che ci sono stata, a metà serata per colpa del vino ero ridotta che, nel portarmi il cibo alla bocca con le mani, lo guardavo sfacciatamente con una lascivia di cui non c'è bisogno di dire quanto mi sia vergognata il mattino dopo.

Non dev'essere stato un bello spettacolo. Chiara, la mia fedele compagna di incursioni all'eritreo, mi ha preso per il culo per circa due mesi.

Comunque, non è una cucina da schizzinosi. Qui, e negli altri venti ristoranti eritrei della zona, si mangia con le mani. Non solo: spesso si divide l'enorme piatto delle meraviglie con il proprio commensale.

Non c'è bisogno che sottolinei quanto questo possa essere eccitante e sexy se al ristorante non andate con Chiara, ma con la persona a vario titolo amata.

Sì, però scatenatevi senza pudori al ristorante, perchè posso garantirvi che, se non vi limiterete strettamente al piatto principale, una volta tornati a casa non riuscirete neanche ad accenare la più semplice e pigra delle posizioni erotiche.

Mi sento diprecisare che non è decisamente l'alimentazione adatta a chi soffre di problemi intestinali... Il mix di pane spugnosissimo (ma delizioso), sughini più o meno piccanti e quintalate di verdure e legumi, richiede un'apparato digestivo e intestinale allenato alle peggiori nefandezze.

Questa cucina saporita e ipernutriente mi rappresenta pienamente, se potessi ci mangerei tutti i giorni. Tutte le persone di mia conoscenza che l'abbiano provata, ne sono rimaste più che soddisfatte e sono tornate infinite volte.

Ma se siete a dieta è assolutamente vietata più di una volta al mese.

Costo del divertimento: 20 euro a persona circa.

author: Namyra
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martedì, 13 giugno 2006,giugno 13, 2006 22:40

Mi si chiudono gli occhi davanti al bianco accecante di questo post ancora tutto da scrivere. Mi chiedo che ci faccio davanti al PC se l'unico mio desiderio è  strisciare verso il letto, appoggiare la testa sui suoi tre cuscinoni morbidoni, scostare il piumone in modo  che mi copra protettivamente solo ed esclusivamente il culo, e poi iniziare a dondolarmi a pancia in giù per addormentarmi meglio.

Nonostante tutto, sono ancora qui. Non voglio che questa giornata finisca troppo presto, proprio adesso che finalmente mi sono liberata del peso del mio quartultimo esame. Non posso quasi crederci... Sto per raggiungere il mio tanto agognato obiettivo!  In realtà, mancano ancora dieci mesi, ma adesso so per esperienza che volano... Devo iniziare a far qualcosa per entrare in un tailleur giacca pantalone  nero che non sia assolutamente più grande di una 44! Essì perchè io mi sono sempre immaginata in giacca pantalone nero il giorno della laurea. Scontato ma d'effetto, a mio parere.

Magari per  quel fantastico giorno sarò davvero tornata bionda, magra e flessuosa come una volta... Ah, che bei tempi!

L'importante comunque però è rimanere  "bionde" dentro. E magari, perchè no, anche sotto.

 

marilyn

 

author: Namyra
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martedì, 06 giugno 2006,giugno 06, 2006 10:05

Mi sa che la giornata non inizia bene. E mi bastano poco meno di due ore da quando son sveglia per capirlo.

Prima di tutto, sogni intensi ma lunghissimi, almeno nella mia percezione, non mi hanno permesso di riposare davvero, e ieri sera ne avevo davvero bisogno; forse per questo ho completamente ignorato la sveglia e mi sono alzata troppo tardi per riuscire a trarre qualcosa di utile dal recarmi in università, quindi adesso sono nella merda; cerco di consolarmi per qualche minuto scrivendo il mio blog e mi accorgo che non posso postare commenti, per non so quale arcana ragione. Quindi, scusatemi tutti se non vi rispondo.

Comunque... Se qualcuno lassù sta  cercando  di dirmi che farei meglio a restare a letto oggi,  basta che alzi un poco più la voce, in modo da arrivare non solo al mio cervello, ma anche alla coscienza. Maledetti sensi di colpa...

 

 

author: Namyra
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lunedì, 05 giugno 2006,giugno 05, 2006 23:23

Diocheneeeeerviii!!! Avevo appena finito di scrivere il post  di oggi, stavo solo cercando di editarlo un po' meglio, pregustavo già la mia bella pubblicazione, quando, in un raptus di autosabotaggio, il mio cervello ha deciso AUTONOMAMENTE di chiudere la finestra. Ma  vaffanculo! Su un vero diario IN CARTA questo non sarebbe  mai accaduto! 

Sto cercando di convincermi che forse ciò che stavo per punghieubblicare non meritasse notorietà.

In effetti parlavo di cosa avrei fatto  dei miei 140 euro se oggi non avessi dovuto spenderli per pagarci le stronzissime bollette. In effetti, tra le alternative da me immaginate, figurava la ricostruzione delle unghie dall'estetista. In effetti, forse Splinder merita di meglio...

Vabè, è pur sempre un lunedì, e chi mi legge sa cosa intendo dire.

Non so come, ma sono sopravvissuta anche oggi, riuscendo a fare tutto ciò che mi ero ripromessa sin da ieri... Tranne andare in palestra. Ehm, come dire, ero troppo stanca e poi, parliamoci chiaro, avere Chiara per coinquilina e un fattore che rema decisamente contro. E' più pigra di me, più fancazzista di me e anche più grassa di me.

Certo che sono davvero stronza quando mi ci metto.

author: Namyra
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