giovedì, 26 ottobre 2006,ottobre 26, 2006 10:28

Ho VOGLIA di:

1.un saccottino alla nutella caldo caldo;

2.un piatto di bucatini all'amatriciana di indecenti proporzioni;

3.un biglietto aereo per Londra corredato di "bonus permanenza" per almeno 10 giorni;

4.un bel libro da minimo 400 pagine e la copertina morbida tutta da sgualcire;

5.un pomeriggio al bar con le amiche a spettegolare;

6.un completino Victoria's Secret;

7.un paio di stivali alti fino al ginocchio in pelle umana;

8.l'ennesima borsa gigante e vistosa in cui nascondermi;

9.l'ultimo album degli Scissor Sisters dritto dritto sul mio lettore mp3;

10.una partita a Tycoon City NY;

11.una notte in disco con gli amici, i capelli sciolti e gli stivali al punto 7.

 

SexyBoots 

author: Namyra
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giovedì, 19 ottobre 2006,ottobre 19, 2006 00:12

E' uno che gli metterei le mani addosso, gli tirerei un libro in faccia se potessi, lo picchierei da fargli proprio male. Ma in fondo lo amerei alla follia.

Il problema è che quel misto di acume e stronzaggine è troppo arrapante, anche se è l'andatura a renderlo letteralmente irresistibile. Quell'andatura provata, ma fiera. In effetti non ho mai avuto il benchè minimo pensiero di commiserazione per lui.

Non ho mai conosciuto nessuno così. E giuro che non avrei mai immaginato di poterci cascare in questo modo. Proprio da pivella insicura sedicenne. 

Eppure non posso fare a meno di pensare che un uomo che, soprattutto a quell'età, non si preoccupa di pettinarsi quando esce di casa, abbia qualcosa di speciale. So che è davvero troppo prevedibile perdere la testa per un bastardo. Lo so. Quindi, vi prego, non dite niente.

Dio, quanto mi fa impazzire! Me lo sbatterei davvero ovunque. Ho paura di fare una cazzata un giorno di questi, di dire o fare qualcosa di compromettente. Figuriamoci. Figlio di puttana com'è, inizierebbe a trattarmi peggio che adesso. 

Ho sentito dire che, come da copione, nonostante tutta l'apparenza, e buona parte di sostanza, di un maschilista misogino, sia ancora irrimediabilmente perso di una sua ex di qualche anno fa. Si dice in giro che lei l'abbia mandato a fare in culo, perchè le stava facendo venire i capelli bianchi prima del tempo. E poi si sia messa con uno dai modi più cristiani.

Ma lui, mhh... Non mi convince per niente. Glielo vedo dagli atteggiamenti, dalle frasi a effetto che spara ogni tanto,  che ci sta ancora male, anche se non lo ammetterà mai completamente, neppure con sé stesso.

Il fatto è che, so che è da idioti, ma è proprio la sua totale incapacità di gestire i sentimenti e di esprimerli, l'imbarazzante mancanza di tatto, a farmi tenerezza.

E poi, beh... La voglia di domarlo.

Non so davvero cosa pensare. Oltretutto, è la prima volta che mi capita di avere a che fare con un uomo maturo. Io ho sempre creduto alla parità nei rapporti, ad una specie di base comune di rispetto e affinità da cui partire. Ho sempre preferito amori "amichevoli", cercato una ratio di fondo. A questo invece tirerei un pugno in faccia volentieri due volte su tre che apre la bocca. 

Ma quando lo vedo arrivare al mattino, con la barba sfatta, l'aria di chi è lì solo per fare un piacere al resto dell'umanità bisognosa del suo genio, le sue magliette improbabili da idiota ventenne sotto la giacca elegante, Dio, non so che mi prende: vorrei rubarlo al resto del mondo, tirarlo per le orecchie fino al primo buco abbastanza sicuro dallo sguardo altrui, e saltargli addosso senza troppe storie...

Mi sento tremendamente in colpa. 

Cristo, Dr House, ma perchè sei entrato nella mia vita?

author: Namyra
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mercoledì, 18 ottobre 2006,ottobre 18, 2006 15:58

jenna2

 

Ho divorato l'autobiografia di questa donna in poco meno di tre giorni. E' stata il graditissimo regalo di Chiaretta per il mio compleanno. Cosa ci trovo in pazzoidi, drogati, sessuomani californiani dalla sintetica e artificiale chioma bionda? Non lo so. Ma è un fascino a cui non sono in grado resistere, a prescindere dal genere del portatore.

author: Namyra
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mercoledì, 18 ottobre 2006,ottobre 18, 2006 00:56

Quanto vorrei essere più stronza certe volte. Odio la mia diplomaticità, la mia accettazione di tutti. Quante volte mi rendo conto che qualcuno meriterebbe solo un bel "vaffanculo", ma non sono in grado di pronunciare queste semplici dieci letterine in fila.

So che è una questione di insicurezza. Ma inizio a essere stanca di camminare in equilibrio sul sottile filo che distingue i buoni dai fessi.

I miei livelli di tolleranza sono ben più elevati della media, ma la consapevolezza, che secondo alcuni dovrebbe essere il primo passo verso il cambiamento, non mi serve a nulla.

Tra l'altro non capisco se è un problema effettivo, il mio, o soltanto una sensazione.

Ho avuto la fortuna di incontrare molte persone che rispettano e amano questo lato di me, ma ne conosco altrettante che hanno cercato e cercano di prevaricarmi per questo. E ogni volta riuscire a tirar fuori le unghie è una fatica.

Ma ha un senso tentare di modificare il proprio carattere? Me lo domando spesso.

author: Namyra
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lunedì, 09 ottobre 2006,ottobre 09, 2006 22:45

In questi giorni mi sto rendendo conto con ancora più chiarezza di quanto la mia creatività, la mia comunicatività, le mie emozioni, la mia vitalità, nascano e muoiano insieme all'amore. Quando non lo provo, sono sterile. Sentirlo vibrare dentro è l'inizio di tutto. E' il mio trampolino per un mondo nuovo.

Il mese di settembre per me e Luca, ma sto mentendo, solo per me, è stato un po' strano. Mi è capitato, a volte, di guardarlo negli occhi e chiedermi se davvero fosse lui il mio destino. E questo dubbio non mi aveva mai sfiorato prima, neppure quando la fine della mia storia con Ale mi faceva ancora soffrire. Avevo iniziato a interpretare in modo negativo ogni suo comportamento. Enfatizzavo ogni gesto, ogni parola, caricandoli di significati orribili se imputati alla persona di cui dovresti fidarti pienamente e per cui, soprattutto, in teoria dovresti provare stima. E, ciò che è peggio, non glielo facevo capire. Evitavo le discussioni e buonanotte al secchio. Non avevo neppure la voglia di dirgli: "Mi stai sul cazzo quando fai così e cosà". Forse quel silenzio era la mia meditazione. So che è egoistico, ma non riuscivo a fare altro che osservare senza dir nulla.

Il problema di osservare senza dir nulla è che magari l'altro avrebbe qualcosa da ribattere, se tu solo ti degnassi di accusarlo. Magari si eviterebbe di accumulare incomprensioni su incomprensioni. Ma la mia conoscenza del vizioso meccanismo, non mi impedisce di attivarlo e di beccarmi le conseguenze.

Il mio castello di stronze supposizioni è da qualche giorno crollato sotto il peso della sua stessa ingiustizia. Allo stesso tempo posso tirare un sospiro di sollievo per la "scoperta" e sentirmi in colpa quanto mi pare. Almeno adesso ho la certezza di essere proprio una di quelle persone capaci di vedere una pagliuzza nell'occhio di un altro, ma non la trave nel proprio.  

  

 

author: Namyra
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