Quando Luca, agli albori della nostra storia, una sera mi chiese davanti ad una birra e con l'aria più imbarazzata che si possa immaginare, se, insomma, potessi anche soltanto lontanamente contemplare la possibilità di accettare di sposarlo un giorno, ecco, beh, pensai di aver fumato davvero troppo quella volta. E quando fui certa di ciò che aveva detto, lo guardai con l'aria pietosa di chi si trova davanti un pazzo. Erano tempi duri per me, però non posso negare che, nonostante lo scetticismo, con la sua tenerezza era riuscito a toccarmi.
Certamente più di quanto mi tocchi oggi ascoltare la proposta di una convivenza.
Per lui la convivenza è rock, iniziare a parlare di matrimonio decisamente prematuro, e giù a spiegarmi che "sai, matrimonio ha un suono un po' inquietante, da fine dei giochi" (capirai, poi, che giochi, dato che è comunque sempre attaccato alla mia gonna). Vabè, non nego che almeno un po' questo effetto lo fa anche a me, da sempre. Infatti era da anni che non pensavo più al principe sul cavallo bianco, forse dall'età della ragione.
Ma, istigata dal suo indefesso ripetermi che vuole SPOSARMI, avevo rispolverato questa chimerica immagine, iniziato a riprenderci confidenza.
Fino a che non ho avuto l'ardire di chiedermi addirittura "quando".
E, sul quando, non ci siamo affatto. E' una domanda che si perde nel vuoto cosmico del suo cervello disimpegnato da ventisettene ultracoccolato.
Un laconico "Quando saremo pronti" è tutto quello che ho ottenuto in risposta quando gliel'ho chiesto (facendomi violenza, che si sappia). "Però per iniziare potremmo pensare seriamente ad una convivenza, una cosa, se vogliamo, semplice, veloce, da fidanzatini che però stanno sempre insieme..." aggiunge, con l'aria tutta entusiasta e compiaciuta di sè, un po' alla Verdone (sapete la tipica faccia convinta che fa quando spara una cazzata enorme ma cerca di rifilarla alla grande, ci crede fino in fondo, lui).
Essì, perchè "noi siamo i giovani", per un po' me l'ero scordato, scusami tanto.
E poi sono stata zitta, ho steso un velo pietoso, a riflettere che aprire la bocca per dare aria ai polmoni non costa davvero niente e io, stupida, me lo dimentico sempre.
Ah, ma quanto è bello fare i gay col deretano degli altri!




