Ieri ti ho fatto soffrire, da vera stronza. Quando ho visto le lacrime prendere corpo nei tuoi occhi, in quei tuoi occhioni innocenti che vorrei vedere sempre luminosi di felicità, mi sono sentita sprofondare. Dove può arrivare una donna inappagata.
Una certa mancanza di verve tra le nostre lenzuola ultimamente non si può negare, da entrambe le parti. Iniziare a piangere con la disperazione inconsolabile di un bambino che non trova più la mamma, con il naso colante, uno zigomo attaccato alla parete del mio letto e te ancora sotto e dentro di me, con le mani sui miei fianchi e l'espressione attonita e sconvolta di chi assiste ad una catastrofe però, non me l'aspettavo.
“Cristo” è stata l'unica parola che hai proferito, prima di disarcionarmi e prendermi tra le braccia. Prima di iniziare a piangere a tua volta, bagnando le mie tette di lacrime, aggrappandoti alla mia camicia di seta come un disperato.
Dentro di noi un mare in tempesta, fatto di insicurezze, frustrazione e domande difficili da formulare. Perchè a volte certe parole scoprono realtà troppo scomode. Perché se c'è una cosa che odio è che mi porti al culmine del piacere con tutto quell'amore e poi mi lasci lì, sull'orlo del baratro, e ti lanci prima di me, senza darmi l'ultima spintarella, quella per buttarmi giù, quella per farmi volare. Se c'è una cosa che odio è che è la seconda volta che mi fai questo in pochi giorni. E allora, allora mi devi delle spiegazioni per il tuo pressapochismo. Non farò finta di niente davanti ad un'evidenza, perché so di cosa sei capace e quello che mi stai dando è troppo lontano dal delirio a cui riesci a condurmi.
Non li voglio i sensi intorpiditi e non li merito. Cosa devo fare?
Tu dici niente, che non ho bisogno di far niente, che è quello che sono naturalmente che ti eccita da sempre, ma che in questo momento non riesci proprio a distrarre la mente dalla tensione, dalla paura che io abbia qualcosa in quel maledetto rene. Dici che noi due ormai siamo arrivati al punto in cui se uno ha un problema, l'altro non può non sentirselo addosso come fosse suo. Che l'apprensione di questi giorni, ti fa dimenticare completamente il sesso.
Nel momento in cui lo dici, mi ricordo di chi ho davanti. Il ragazzo che una volta mi ha detto "Ti desidererei anche se tu fossi una vacca enorme e rugosa, ma potrei stare tutta la vita senza sfiorarti se questo, per qualche strano motivo, mi consentisse di amarti meglio".




